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Le tracce degli schiavi

"Fortezze sul mare, prigioni sotterranee, alberi sacri. In Africa occidentale alcuni luoghi evocano la memoria della tratta atlantica, una storia che non è stata ancora raccontata fino in fondo".

"Per David l'aragosta è un crostaceo e il polpo è un mollusco, e non hanno nulla a che vedere con le caratteristiche di una lingua o di un popolo".

"In Benin, tra la città di Ouidah e la costa dell'oceano, c'era un baobab che i mercanti di schiavi chiamavano - albero dell'oblio -".


Box: Diritto - Un crimine riconosciuto (p. 55)

Sta in:
Internazionale Anno 2026 N. 1669 P. 50-55
Già pubblicato in:
Tiago de Matos Fernandes - Espresso - Portogallo