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Una palestra di boxe a Gaza diventa il simbolo dell'autodeterminazione

"Da ottobre 2023 più di mille atleti sono stati uccisi e quasi trecento infrastrutture distrutte".

"Nato come spazio di emancipazione femminile, dall'inizio del genocidio il club fondato da Reema Aburahma si è trasformato in un atto di resistenza civile. Tra le tende e le macerie, una ventina di giovani pugili rivendicano il diritto di vivere".

"All'interno del club nasce un modello di solidarietà: chi può permetterselo paga il doppio della tariffa di iscrizione per coprire le spese delle ragazze meno abbienti".

Sta in:
Altreconomia Anno 2026 N. 292 P. 74-76