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Elezioni ancora nel segno di Museveni
"Gli ultimi 40 anni di storia ugandese sono stati dominati dalla figura del presidente Yoweri Kaguta Museveni, che sembra destinato a vincere anche le prossime elezioni di questo 15 gennaio. L'ingombro della figura del capo dello stato può essere misurata con il carisma dei leader dell'opposizione che lo contrastano: il giovane Bobi Wine e il veterano Kizza Besigye sono amati e popolari in Uganda e all'estero, eppure non sembrano in grado di scalfire il potere del presidente. Il secondo del resto è in carcere da mesi, solo l'ultima dell'infinita serie di detenzioni che ne puntella la carriera. Il primo, ex musicista e imprenditore, vero "uomo del popolo", al voto ci potrà essere, ma la repressione del sistema Museveni e delle sue forze armate non pare aggirabile. La società civile poi, travolta dai tagli agli aiuti decisi dagli Usa, non recita un ruolo credibile. Una cosa è chiara: quello che succede a Kampala non rimane a Kampala. L'esito del voto ugandese è importante per tutta la regione. Dalla Rd Congo al Sud Sudan, ogni pezzo è buono per aggiungersi al mondo formato Museveni:
- Prospettive elettorali: Strada Sbarrata - p. 42
- Società Civile o Parodia di Contropotere - p. 46
- Quale destino per l'ambizioso e criticato Eacop: la prova del petrolio - p. 48
- L'influenza decisiva nella regione: Kampala eminenza grigia - p. 50
- La strada della pace nel nordest - p. 53
- La voce dei vescovi: una Chiesa in prima linea - p. 56
- Sta in:
- Nigrizia Anno 2026 N. 1 P. 40-57