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internazionale

A caccia di squali nei mari del Congo

Dossier:
Le responsabilità dell'Europa

Per sopravvivere in un paese dilaniato e distrutto dalle guerre che si sono succedute tra il 1993 ed il 1999, i congalesi hanno incominciato a catturare pescecani e a contrabbandare le pinne destinate al mercato cinese e orientale. Lo sfruttamento intensivo di questa risorsa ittica ha però provocato gravi danni all'ecosistema marino, andando a ridurre drasticamente il numero di esemplari e compromettendo la sopravvivenza di altre specie di pesci, base dell'alimetazione dei popoli che vivono sulla costa congolese. La pandemia Covid-19 ha inoltre bloccato le rotte commerciali internazionali e ha paralizzato un'economia già in difficoltà. A causa dei cambiamenti climatici e dei conflitti interni molte persone si sono trasferite sulla costa, alimentando la competizione per accaparrarsi le risorse ittiche di per sè scarse. Se l'economia che ruota attorno allo squalo in Congo entrasse in crisi, le conseguenze si avvertirebbero in tutto il paese.

Da sapere: Le responsabilità dell'Europa / Neil Munshi

Sta in:
Internazionale Anno 2021 N. 1409 P. 84-88
Già pubblicato in:
Hakai Magazine (Canada) - Financial Times (Regno Unito)